La città come bene comune: partecipazione, inclusione e diritti nelle società complesse
Si terrà il 20 gennaio 2026 presso l’Università degli Studi di Milano il convegno internazionale “Enhancing Public Participation of Ethnic Minorities at the Local Level: Legislative Responses and Policy Strategies amid Persistent Challenges”, iniziativa conclusiva del progetto City as a Common Good, finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito dei finanziamenti aggiuntivi PNRR – Ecosistema MUSA .
L’evento rappresenta un momento di sintesi e rilancio di un percorso di ricerca che ha messo al centro la città come spazio di diritti, di coesione e di partecipazione, interrogandosi su come rendere effettiva l’inclusione di individui e comunità tradizionalmente svantaggiate nei processi di governance urbana.
Il progetto City as a Common Good: rigenerazione urbana e inclusione sociale
Il progetto City as a Common Good nasce dall’interazione tra due linee di ricerca strategiche dell’Ecosistema MUSA: lo Spoke 1, dedicato alla rigenerazione urbana, e lo Spoke 6, focalizzato sull’innovazione per società sostenibili e inclusive, nell’ambito del progetto Human Rights HUB.
Coordinato dalla prof.ssa Marilisa D’Amico e dalla prof.ssa Sara Valaguzza, il progetto si propone di studiare e sperimentare forme innovative di partecipazione pubblica, capaci di coinvolgere una pluralità di stakeholder – istituzioni, imprese, terzo settore e comunità locali – nella costruzione di uno spazio urbano realmente inclusivo.
L’obiettivo è ambizioso ma necessario: fare della città un bene comune, fruibile da tutte e tutti senza discriminazioni, attraverso meccanismi strutturati di engagement, politiche pubbliche condivise e linee guida operative sviluppate in collaborazione con le istituzioni locali, a partire dal Comune di Milano.
Un convegno in due sessioni: teoria e pratiche a confronto
Prendendo le mosse dai risultati e dalle domande emerse nel corso del progetto, il convegno si articola in due sessioni, pensate per mettere in dialogo riflessione teorica ed esperienze concrete.
Partecipazione pubblica e minoranze nelle società divise
La prima sessione è dedicata all’analisi dello stato dell’arte a livello costituzionale e sovranazionale in tema di partecipazione pubblica delle minoranze, con particolare attenzione ai contesti delle divided societies: società caratterizzate da un’elevata eterogeneità etnico-culturale, linguistica e religiosa.
Attraverso contributi di studiose e studiosi provenienti da università e centri di ricerca internazionali, la sessione approfondisce modelli, strumenti e principi giuridici utili a garantire una coesistenza pacifica e inclusiva, intrecciando le dimensioni nazionale, europea e comparata. L’attenzione è rivolta non solo alle architetture normative, ma anche alle tensioni tra sicurezza, riconoscimento e dignità che attraversano oggi le democrazie pluraliste.
Esperienze territoriali e casi di studio europei
La seconda sessione sposta lo sguardo sul piano delle pratiche, presentando una selezione di esperienze territoriali e cittadine in cui sono stati sperimentati percorsi di partecipazione delle minoranze a livello locale.
Dalla comparazione tra diversi ordinamenti giuridici europei emergono strategie di inclusione, strumenti di autonomia culturale, modelli di partecipazione digitale e il ruolo crescente di linee guida e soft law nella governance urbana. Un approccio comparato che consente di mettere a confronto le esperienze concrete con i modelli teorici discussi nella prima parte del convegno, offrendo spunti utili anche per il contesto italiano e milanese.
Dalla ricerca alle politiche pubbliche: l’impatto atteso
Il convegno non rappresenta solo un momento di restituzione scientifica, ma anche un passaggio chiave verso la messa a terra dei risultati del progetto. Tra gli esiti attesi di City as a Common Good vi sono infatti:
la definizione di linee guida per la partecipazione degli stakeholder alla governance cittadina;
l’elaborazione di policy inclusive rivolte a categorie vulnerabili, come donne, persone con disabilità e persone con background migratorio;
il rafforzamento dei servizi pubblici urbani;
la costruzione di protocolli di collaborazione tra istituzioni e attori del territorio, per rendere stabili e strutturali le strategie di inclusione.
In questa prospettiva, la città diventa laboratorio di diritti, spazio di sperimentazione democratica e luogo in cui l’inclusione non è solo un principio, ma una pratica quotidiana.
Il convegno del 20 gennaio si inserisce così pienamente nella missione di Human Hall: promuovere una ricerca capace di incidere sulla realtà, mettendo la conoscenza al servizio dell’inclusione e della giustizia sociale.
Sarà un momento di sintesi e rilancio di un percorso di ricerca che ha messo al centro la città come spazio di diritti, di coesione e di partecipazione, interrogandosi su come rendere effettiva l’inclusione
MARILISA D’AMICO – PROF.SSA ORDINARIA DI DIRITTO COSTITUZIONALE, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO.